non si muore perché ci si ammala, ma ci si ammala perché di fondo bisogna morire

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“La sofferenza fa parte della vita.
Per i greci la sofferenza apparteneva alla vita esattamente come la gioia, è stato il cristianesimo a caricare la sofferenza di un valore. Per i greci non aveva nessun valore il soffrire, apparteneva alla natura, perché siccome l’uomo è mortale è chiaro che prima o poi dovrà soffrire per morire, perché non si muore perché ci si ammala, ci si ammala perché di fondo bisogna morire.

Il cristianesimo invece ha fornito di senso il dolore, nel senso che riscatta dalle proprie colpe e costituisce la caparra per l’eternità. Il dolore acquista senso solo all’interno della cultura cristiana, fuori da questa cultura è semplicemente un destino al pari della gioia, la vita è fatta di gioia e di dolori e appartiene alla natura dell’uomo soffrire e gioire.
Il dolore non ha un particolare significato.”

Umberto Galimberti, “l’intervista di Ivo Nardi”.

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