imbattersi negli elementi della nostra ombra, di cui non siamo consapevoli

donna-ombra

“Quando un soggetto tenta di individuare la sua «ombra», acquista coscienza (e spesso se ne vergogna) di quelle qualità e di quegli impulsi che nega in se stesso, ma che può agevolmente scorgere negli altri,
– aspetti come l’egotismo, la pigrizia mentale, la sciatteria; fantasie irreali, schemi, trame; mancanza di profondità, viltà; amore disordinato del denaro, o della proprietà –
in breve, di tutti quei piccoli peccati dei quali può essersi detto, in precedenza, «non importa, nessuno se ne accorgerà, e in ogni caso anche gli altri fanno così».

Se si avverte montare una rabbia soverchiante, quando un amico ci rimprovera di qualche colpa, si può esser certi che a questo punto ci si imbatte in qualche elemento della nostra ombra, di cui non siamo consapevoli.

È del tutto naturale seccarsi quando gli altri, che non sono «migliori di noi», ci criticano per colpe che originano dalla nostra ombra.”

Marie-Louise von Franz. Carl Gustav Jung, “L’uomo e i suoi simboli”.

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