la contemplazione non consiste di un’accumulazione di ragionamenti né di una massa di conoscenze apprese, ma occorre che la teoria divenga in noi natura e vita

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“Formulare a se stessi la regola di vita nella maniera più viva, più concreta, occorre «mettersi davanti agli occhi» gli eventi della vita, visti alla luce della regola fondamentale.
Tale è l’esercizio di memorizzazione (μνήμη) e di meditazione (μελέτη) della regola di vita.

Si avranno dunque «sottomano» tali massime e sentenze. Saranno formule o argomentazioni persuasive (ἐπιλογισμοί) che si potranno dire a se stessi nelle circostanze difficili, per arrestare un moto di timore o di collera o di tristezza.

Al mattino, si esaminerà in anticipo ciò che si deve fare nel corso della giornata, e si fisseranno in anticipo i principi che dirigeranno e ispireranno le azioni.
Alla sera il soggetto si esaminerà nuovamente, per rendersi conto delle colpe onde i progressi compiuti.”

Pierre Hadot, “Esercizi spirituali e filosofia antica”.

Immagine: “Night Lights” di Robert Gonsalves.

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