la nostra realtà psichica manifesta un mistero vivente che trova l’espressione simbolica nella potente immagine dell’uomo cosmico

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L’esistenza degli uomini non potrà mai essere adeguatamente spiegata nei termini di certi istinti isolati, o meccanismi funzionali, come la fame, il potere, il sesso, la sopravvivenza, la perpetuazione della specie, e così via.
In altre parole, lo scopo essenziale dell’uomo non è di mangiare, bere, eccetera, ma di “essere umano”.
Al di sopra e al di là di questi impulsi, la nostra realtà psichica manifesta un mistero vivente, che può trovare espressione solo simbolica – espressione che spesso l’inconscio realizza tramite la potente immagine dell’uomo cosmico.

Nell’ambito della civiltà occidentale, l’uomo cosmico è stato identificato, in notevole misura, con Cristo, e in Oriente con Krishna o Budda. Nel Vecchio Testamento, la stessa figura simbolica viene presentata come il «figlio dell’Uomo», e, nelle tradizioni mistiche ebraiche di epoca posteriore, assume il nome di Adam Kadmon. Certi movimenti religiosi della tarda antichità lo denominavano semplicemente «Anthropos» (il termine greco che significa «uomo»).

Come tutti i simboli, anche questa immagine rimanda a un mistero ignoto, – l’arcano, fondamentale mistero dell’esistenza umana.”

Marie-Louise von Franz. Carl Gustav Jung, “L’uomo e i suoi simboli”.

Immagine: “Uomo Cosmico” di Rossana Berardi.

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5 Comments

    1. “E se non puoi la vita che desideri
      cerca almeno questo
      per quanto sta in te: non sciuparla
      nel troppo commercio con la gente
      con troppe parole in un viavai frenetico.

      Non sciuparla portandola in giro
      in balìa del quotidiano
      gioco balordo degli incontri
      e degli inviti,
      fino a farne una stucchevole estranea.”

      Konstantinos Kavafis

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  1. Vi è a dir poco un’imprecisione nel definire il Cristo ‘Uomo cosmico’ e nell’utilizzare il termine ‘cosmo’ in questo contesto. Anzi, nei Vangeli si parla coraggiosamente proprio di un regno che ‘non è di questo mondo” (Giovanni 18, 36), dove ‘mondo’ – nella versione originale greca – è appunto ‘Kosmu’; troviamo tale superiorità e anteriorità rispetto al ‘cosmo’ anche in Giovanni 17, 5 ‘…prima che il mondo fosse’: anche in questo caso nella versione greca il termine mondo è ‘kosmon’.
    Poi, non essendo tradizioni delle quali partecipo, non mi permetto di dire chissà cosa sul Buddha o sulla tradizione indiana, ma il termine ‘Nirvana’ sta ad indicare proprio il superamento di ogni limitazione e connotazione, cosa che non ha senso attribuire alla realtà cosmica che, di per sé, è fatta appunto di limitazioni. Stessa cosa credo si possa dire, per sommi capi, del ‘Purusha’ indiano. Chi è interessato, sulle tradizioni orientali non faticherà certo a trovare pareri più autorevoli del mio e anche più autorevoli di chi ha scritto il passo che qui ci si trova a commentare.
    In ogni caso basta leggere i passi evangelici a cui si fa cenno sopra per rendersi conto che questa definizione di ‘Uomo cosmico’ non ha alcun senso, soprattutto se riferita a chi è riferita. E’ proprio a causa di questi maldestri accostamenti e convinzioni che gli occidentali hanno smarrito le più elementari conoscenze spirituali. Come potrà mai essere ‘cosmico’ l’Uomo Primigenio se proprio ‘prima di ogni cosmo’ Egli è stato concepito? Quale Salvezza ci potrebbe mai riportare all’origine altrimenti?
    Sinceri Saluti.

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