oh, un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette

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“Essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l’uomo.

Essere uno con tutto ciò che vive e ritornare, in una felice dimenticanza di se stessi, al tutto della natura, questo è il punto più alto del pensiero e della gioia, è la sacra cima del monte, è il luogo dell’eterna calma, dove il meriggio perde la sua afa, il tuono la sua voce e il mare che freme e spumeggia assomiglia all’onde di un campo di grano.

Essere uno con tutto ciò che vive! Con queste parole la virtù depone la sua austera corazza, lo spirito umano lo scettro e tutti i pensieri si disperdono innanzi all’immagine del mondo eternamente uno, così come le regole di un artista accanito davanti alla sua Urania, e la ferrea fatalità rinuncia al suo potere e la morte scompare dalla società delle creature e indissolubilità ed eterna giovinezza rendono felice e bello il mondo.

Sovente mi innalzo a questa altezza, ma un momento di riflessione mi butta giù. Rifletto e mi ritrovo, così come ero prima, solo con tutti i dolori di ciò che è mortale, e infranto è l’asilo del mio cuore, il mondo eternamente uno, la natura mi chiude le sue braccia e io sto davanti lei come un estraneo e non la comprendo.

Oh! non avessi mai frequentato le vostre scuole! La scienza che ho seguito sino al fondo del suo pozzo e dalla quale io, giovinilmente folle, attendevo la conferma della mia pura gioia, mi ha sciupato ogni cosa. Sono diventato, presso di voi, un individuo così ragionevole, ho imparato a distinguermi perfettamente da ciò che mi circonda e sono ormai isolato in mondo bello, sono stato scacciato dal giardino della natura, dove ho vissuto e sono fiorito, e mi inaridisco nel sole del meriggio.

Oh, un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette e, quando l’estasi si è dileguata, si ritrova come un figlio fuorviato che il padre cacciò via di casa e contempla i miseri centesimi che la pietà gli ha dato per il suo cammino.

Friedrich Hölderlin, “Iperione”.

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8 Comments

    1. Si, cacciati dalla logica ferrea e inflessibile.

      E la comprensione della necessità di ricercare un “paradiso” in questa vita, su questa terra, in unione con la natura forse, ma, sopratutto, dentro se stessi.

      Mi piace

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