è necessario un cambiamento profondo dell’orientamento: al posto del miglioramento del mondo, il miglioramento di se stessi

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“Devi cambiare la tua vita è una risposta molto radicale alla domanda: come l’uomo crea l’uomo?
L’uomo si crea principalmente attraverso l’esercizio, l’ascesi, l’allenamento e le acrobazie che quotidianamente compie per la sua elevazione dalla mediocrità.

Non tanto parlando di quesiti biologici e di tecnologia genetica, quanto scansando la vita dalla logica dei piccoli sgradevoli imperativi del tipo “Devi mangiare di meno!” , ” Non devi fumare!”, “Devi praticare più sport! “, che noi tutti conosciamo. Adesso c’è qualcuno che prende molto più sul serio questo “Cambia vita!”, perché “Cambia vita!” diventa esplicitamente “Cambia proprio la tua di vita!”.
E pretende molto di più dall’uomo.

È necessario un cambiamento profondo dell’orientamento: al posto del miglioramento del mondo, il miglioramento di se stessi.
Invece di rimanere sempre pigramente al campo base delle sociologie o sprofondare negli inferi della banale malaripetizione, sperimentare che si può essere migliori di quello che si è.

E ciò attraverso l’esercizio e l’allenamento nelle più svariate discipline: dall’atletica alla meditazione alla retorica alla culinaria alla conoscenza scientifica … insomma, genericamente, più impegno nell’ampliamento delle proprie capacità.

Qui si incontra il bivio dello sportivo e il compito ciclopico dell’età presente: o ritrovare l’antico sapore della capacità umana di compiere passi avanti fino alla sommità dell’improbabile e dell’impossibile, e in questo caso l’esercizio e l’allenatore diventano garanti della sperimentazione dell’eccesso, oppure proseguire sulla strada imboccata dell’autodistruzione, dove fan deboli di mente si stordiscono in forme di sport drogato da un atletismo altrettanto debole.

Bisogna impegnarsi di più, sforzarsi di più, arrivare a un’autorevolezza che dia l’autorità necessaria a convincere coloro che stanno vivendo con poco sforzo a sforzarsi di più.”

L’introduzione di Paolo Perticari al “Devi cambiare la tua vita”, Peter Sloterdijk.

Immagine: “Sobre el vientre rojo de la ciudad” di Nicoletta Tomas Caravia.

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2 Comments

  1. Nel linguaggio adeguato per un effettivo cambiamento non si deve mai usare l’imperativo “devi” perchè le imposizioni, sia date da se stessi che da altri, non danno poi l’effetto sperato. “È necessario ” è un tipo di frase migliore ma bisogna appurare se è il soggetto a ritenerlo tale o sono gli altri.
    Leggendo qui mi è venuta in mente una tipica frase buddista”: Tu sei già dio. Vai bene così. Non devi far niente.”
    Poi però scopri che esistono tante regole per una condotta di vita pura ecc… quindi il cambiamento è necessario sempre? C’è sempre qualcosa che non va nell’individuo? E come mai?

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