un essere divino è il fanciullo sino a che non si mimetizza nei camaleontici colori degli uomini

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“Si, un essere divino è il fanciullo sino a che non si mimetizza nei camaleontici colori degli uomini. Egli è totalmente quello che è, per questo è bello. 

L’obbligo della legge e del destino non lo ha ancora toccato; nel fanciullo non è che libertà. In lui è serenità; egli non è ancora entrato in conflitto con se stesso. Ricchezza è in lui; egli conosce il suo cuore, non conosce l’indigenza della vita. Egli è immortale perché nulla sa della morte. 

Ma ciò non possono accettare gli uomini. Il divino deve diventare come uno di loro, deve riconoscere che anch’essi esistono e prima che la natura lo scacci dal suo paradiso, gli uomini lo lusingano e lo trascinano fuori nel campo della maledizione cosi che anch’esso si consumi lavorando col sudore della fronte. 

Bello è anche il tempo del risveglio, pur che non ci desti prima del tempo.”

Friedrich Hölderlin, “Iperione”.

Immagine: “The little girl inside of me” di Susie Pryor.

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