ovunque si incontrino esseri umani, essi sono collocati entro campi d’azione e classi di status, influenzati dai loro idoli tribali

nature-totem

“Uno studio dedicato all’antropologia dell’esercizio non può essere condotto, per ragioni interne, senza schierarsi e senza partigianeria. Ciò dipende dalla circostanza per cui ogni discorso sull”‘essere umano” oltrepassa prima o poi i confini della semplice descrizione e finisce per perseguire fini normativi, siano essi espressi o taciti.

L’insopprimibile partigianeria della teoria antropologica è intimamente intrecciata con la natura stessa del suo oggetto. Infatti, per quanto il discorso generale sull'”essere umano” sia intriso di pathos egualitario – non importa se concernente l’eguaglianza reale o dichiarata degli individui rispetto all’eredità biologica della specie o l’equivalenza virtuale delle culture davanti al tribunale che stabilisce se sono degne di sopravvivere -, tale discorso deve pur sempre tener conto della circostanza che gli esseri umani sono inevitabilmente soggetti a una tensione verticale, in tutte le epoche e in qualsiasi spazio culturale.

Ovunque si incontrino esseri umani, essi sono collocati entro campi d’azione e classi di status. Al carattere vincolante di questi fenomeni gerarchici non riesce a sottrarsi del tutto nemmeno l’osservatore esterno, per quanto si sforzi di mettere fra parentesi i propri idoli tribali. È evidente che esistono determinati meta-idoli, la cui autorità è trasversale alle culture. Si tratta chiaramente di ruoli vincenti, riconoscimenti di status ed eccellenze, fenomeni elevati a universali, dai quali nessuno riesce a emanciparsi, né all’interno del proprio ambito né tanto meno in quelli estranei, senza precipitare al livello dei barbari.

Fatalmente, il termine “barbaro” fornisce la password che permette l’accesso gli archivi del XX secolo. Esso designa chi disprezza la performance, designa il vandalo, chi nega lo status, l’iconoclasta, chi rifiuta di riconoscere qualunque sorta di rango e di gerarchia. Chi vuole comprendere il XX secolo deve sempre tenere presente il fattore barbarico.”

Peter Sloterdijk, “Devi cambiare la tua vita”.

Immagine: “Nature Totem” di Tim Parish.

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