si, l’uomo è fine a se stesso

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“Sì, l’uomo è fine a se stesso. Ed è anche il suo solo fine.
Se vuol essere qualche cosa, deve esserlo in questa vita. Adesso, lo so d’avanzo.

I conquistatori, a volte, parlano di vincere e di superare; ma è sempre “superarsi” che essi intendono. Sapete bene che cosa voglia dire: ogni uomo si è sentito pari a un dio, in certi momenti. È così, almeno, che si dice. Ma questo deriva dal fatto che, in un lampo, ho sentito la stupefacente grandezza dello spirito umano.

Conquistatori sono soltanto quegli uomini che sono abbastanza coscienti della loro forza, per essere sicuri di vivere costantemente a tale altezza e in piena coscienza della loro grandezza. È più o meno un problema di aritmetica. I conquistatori possono il più; ma non possono più di quanto possa l’uomo vero e proprio, quando vuole. Per questo essi non abbandonano mai il crogiuolo umano, gettandosi a capofitto dove è più scottante l’anima delle rivoluzioni.

Qui trovano la creatura mutilata, ma incontrano anche i soli valori che amano ed ammirano: l’uomo e il suo silenzio. Si tratta, al tempo stesso, della loro miseria e della loro ricchezza.

Non vi è che un solo lusso per loro, ed è quello delle relazioni umane.”

Immagine: “More Than A Conqueror” di Danny Hahlbohm.

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