quanto piú un uomo è inferiore per intelligenza, tantomeno misteriosa appare a lui l’esistenza

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“Nessun essere, eccettuato l’uomo, si stupisce della propria esistenza, essa è per tutti cosí naturale, che nessuno ci bada.
E la sua meraviglia è tanto piú seria in quanto essa si trova per la prima volta consapevolmente di fronte alla morte, e comprende con maggiore o minore chiarezza che data la limitatezza di ogni esistenza, ogni aspirazione è vana.

Da questa riflessione e da questa meraviglia nasce il bisogno metafisico, che è proprio soltanto dell’uomo; l’uomo è un animal metaphisicum.
Anche la vera disposizione filosofica consiste anzitutto nell’esser capaci di meravigliarsi delle cose comuni e quotidiane e nell’esser cosí indotto a porsi come problema ciò che vi è di generale nel fenomeno.

Quanto piú un uomo è inferiore per intelligenza, tantomeno misteriosa appare a lui l’esistenza: il come e il perché delle cose gli sembrano di per sé comprensibili.
Invece la meraviglia filosofica… è condizionata da un maggior sviluppo dell’intelligenza; ma non da questo soltanto, poiché indubbiamente è anche consapevolezza della morte e considerazione del dolore e delle miserie della vita.”

Arthur Schopenhauer, “Il mondo come volontà e rappresentazione”.

immagine: “Existence” di Shang Ma Art.

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