codesti nostri beneamati progenitori non avevano nulla di più nobile su cui fondare le loro repubbliche?

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“L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”: ma bravi! Dicesse almeno sulla bontà, sull’intelligenza o che so io. Sul lavoro: che non è neppure un che ma un mezzo e per di più un mezzo inteso come indispensabile (benché non sia punto vero).
Come dire: l’uomo è un essere fondato sulla necessità di mangiare e su quella di andare al gabinetto. Fondata su un mezzo indispensabile, cioè sulla schiavitù (e di fatto…)!

Beh, ciò che i primi legislatori intendono lo capisco perfino io, che chiudo la mia mente alle bestialità pubbliche, ma non potevano essi almeno risparmiarci una tale stolta formulazione? “L’Italia è una repubblica democratica”, non sarebbe stato fin troppo, ahi quanto troppo? E i posteri? figuriamoci le loro risate: codesti nostri beneamati progenitori non avevano nulla di più nobile su cui fondare le loro repubbliche? […]

Questa della Costituzione italiana è davvero la formula riassuntiva di alcune sciagurate ideologie.
E del resto i magni si mettano d’accordo con se medesimi, poiché in pari tempo predicano la dignità del lavoro e, più esplicitamente, la redenzione da esso: donde si ricava ciò che tutti sanno, che il lavoro è cosa di per sé indegna.”

Tommaso Landolfi, “Rien Va”.

immagine: “At Work In Bagnoli Del Trigno Italy” di Santo De Vita.

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2 Comments

  1. Dunque dunque, conosco poco o niente Landolfi ma per questo detto lo abbraccerei. Peraltro la mistica del lavoro è la mistica dello schiavo cui corrispondevano “in essere”, a mio modo di concepire il contorno di scempiaggini che la natura mi ha servito tanto a dismisura da non sapere quando il contorno finirebbe, di diversa espressione ed eguale natura, cattolicesimo, e comunismo. Accomunati da eguale spregio per qualunque liberalità, oh in nome della libertà beninteso che conta poco, tanto che questo e quello, con un divario di tempo, la schiavitù propria al capitalismo hannno coltivato come vaccino di se stessa. La nota era nota al NIetzsche che liquidò quei due idealismi. Ora il secondo pare defunto e fuso nell’altoforno della storia come il cattivo Terminator del film. Ma è risorto, mica credere le macchine sono autogene, come adoratore del vitello d’oro. Vengan denari/al resto son qua io, canta Don Basilio nel Barbiere di Siviglia.

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