l’illusione che la matematica sia legata a forme immutabili del pensiero o della realtà

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 “Ciò che in matematica c’è di profondo, di essenziale, è depositato nella grammatica; la forza costrittiva delle prove, il carattere necessitante delle regole, sono legati alla stabilità delle istituzioni umane; sono consuetudini che abbiamo assimilato col linguaggio, convenzioni di cui è intessuto il nostro agire quotidiano.

Ciò fa sorgere in noi l’illusione che la matematica sia legata a forme immutabili del pensiero o della realtà, ma in effetti le sue proposizioni sono modelli, paradigmi grammaticali «assunti una volta per tutte tra gli strumenti del nostro linguaggio».
In esse non è insita nessuna necessità logica: un cambiamento nelle regole della matematica e nei nostri giuochi linguistici quotidiani è logicamente possibile; lo rendono di fatto irrealizzabile i legami di queste regole e di questi paradigmi con tutta quanta la nostra «storia naturale».”

Mario Trinchero, in Ludwig Wittgenstein, “Ricerche Filosofiche”.

immagine: “Math” di Boulwarebusiness.

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