occorre saper perderci per qualche tempo, se vogliamo imparare qualche cosa da ciò che non siamo noi

6053428_il_guardiano_dellanalogo

“Quei maestri di morale che in primo luogo e innanzitutto prescrivono all’uomo di mantenere il dominio di sé, gli cagionano, ciò facendo, una strana malattia: una costante eccitabilità in tutte le sue emozioni e inclinazioni naturali e, per così dire, una specie di prurito.

Qualunque sia la cosa che dall’interno o dall’esterno sopraggiunga a scuotere questo eccitabile soggetto, ad attrarlo, lusingarlo, incitarlo – egli ha sempre l’impressione che in quel momento il suo autodominio corra pericolo; non può più fidarsi d’alcun istinto, d’alcun libero colpo d’ala, ma soltanto starsene costantemente sulla difensiva, armato contro se stesso, lo sguardo tagliente e diffidente, eterno guardiano della sua rocca come ha voluto diventare.

Sì, egli può in questo modo anche essere grande!
Ma come si è fatto insopportabile ora per gli altri, come gravoso per se stesso, come immiserito e tagliato fuori dalle più belle eventualità dell’anima! E, altresì, da ogni ulteriore ammaestramento!

Infatti, occorre saper perderci per qualche tempo, se vogliamo imparare qualche cosa da ciò che non siamo noi.”

Friedrich Nietzsche, “La Gaia Scienza”, 305.

immagine: “Il guardiano dell’analogo” di Vittorio Losito.

Annunci

2 Comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...