non c’è alternativa all’impegno totale nel quale l’uomo è chiamato a giocarsi interamente

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“Ma — si chiede Sartre — è necessario sperare per agire?
È l’esistenzialismo una filosofia che, privando l’azione umana di qualsiasi fiduciosa attesa di compimento e di realizzazione, conduce all’immobilismo?

La sua risposta è chiara: agire si può e si deve, ma nella consapevolezza che niente ci potrà mai assicurare circa gli esiti delle nostre azioni. Si tratta però di impegnarsi ugualmente, sapendo anzi che, per quanto tale impegno non poggi su nessuna sicurezza e non sia proiettato verso nessun radioso avvenire, per l’uomo non vi è nulla al di fuori di esso: Sartre torna qui su di un concetto che gli sta particolarmente a cuore e ribadisce che l’uomo è il suo progetto, si identifica con i suoi atti e che non ha senso andare a cercare consolazioni o giustificazioni, attribuendo alle circostanze avverse le nostre difficoltà e i nostri insuccessi.

Sartre trova qui un altro motivo di superiorità dell’esistenzialismo che non gratifica l’uomo di facili autoassoluzioni, come invece spesso fa un certo senso comune che trova continui motivi per scusare mancanze e inadempienze e per meglio sopportare avversità e miserie.

È inutile rifugiarsi nel mondo illusorio di ciò che potrebbe essere stato e non è stato, di ciò che avrebbe potuto verificarsi e non si è verificato: la vita di ciascun uomo è soltanto quella che è, soltanto quella che egli ha saputo vivere.
Questo è ciò che Sartre chiama rigore ottimista, che è cosa ben diversa dal pessimismo e che consiste nel ritenere sempre e comunque l’uomo protagonista delle proprie scelte e delle proprie azioni e mai autorizzato a rifugiarsi dietro comodi paraventi capaci di fornirgli alibi di vario genere.

Non c’è alternativa all’impegno totale nel quale l’uomo è chiamato a giocarsi interamente, pur sapendo che il nulla, il nonsenso e l’angoscia sono, per così dire, in costante agguato; comunque — sostiene Sartre —questa condizione è sicuramente migliore e assai più dignitosa di quella immaginata da coloro che preferiscono pensare che l’uomo possa attribuire a presunte cause esterne o a condizionamenti indipendenti dalla sua volontà i propri mali e i propri fallimenti.”

Moreno Montanari in Jean-Paul Sartre, “Esistenzialismo è un umanisimo”.

immagine di Geurt Ouwerkerk.

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