una cosa sola è necessaria: che l’uomo raggiunga l’appagamento di sé, che “dia uno stile” al proprio carattere

 

Johannes Moreelse - Democritus, the Laughing Philosopher

“Una cosa sola è necessaria. «Dare uno stile» al proprio carattere – è un’arte grande e rara!
L’esercita colui che abbraccia con lo sguardo tutto quanto offre la sua natura in fatto d’energie e debolezze, e che inserisce quindi tutto questo in un piano artistico, finché ogni cosa non appare come arte e ragione, e perfino la debolezza incanta l’occhio.

Qui si è aggiunta una gran quantità di natura secondaria, là si è eliminato un frammento di natura primaria: in tutti e due i casi, con un lungo esercizio e un lavoro quotidiano. Qui il brutto che non si lascia sopprimere resta nascosto, là lo si è trasformato in sublime. Molto dell’indeterminato che riluttava ad assumere forma è stato messo da parte e utilizzato in funzione prospettica: esso dovrà accennare ad altro, a qualcosa di lontano e di incommensurabile.
Infine, quando l’opera è compiuta, si rivela che fu la costrizione imposta da uno stesso gusto a dominare e a plasmare nel grande come nel piccolo: se il gusto era buono o cattivo, ha meno importanza di quel che si pensi – è sufficiente che esso sia un gusto unitario!

Saranno le nature forti e dominatrici a godere la loro gioia più sottile in tale costrizione, in tale vincolata disciplina e compiutezza sotto una propria legge; la passionalità del loro possente volere si addolcisce allo spettacolo di ogni natura stilizzata, di ogni natura vinta e ridotta in servitù; anche quando hanno da costruire palazzi e da sistemare giardini, ripugna loro abbandonare la natura alla sua libertà.

Inversamente si comportano i caratteri deboli, impotenti su se stessi, i quali odiano la disciplina vincolante dello stile; sentono che se questa dannata costrizione fosse loro imposta, dovrebbero sotto di essa diventare gente dappoco: essi diventano degli schiavi non appena rendono un servizio, così odiano il servire.
Tali spiriti – possono essere spiriti di prim’ordine – mirano sempre a plasmare o interpretare – selvaggiamente, arbitrariamente, fantasticamente, disordinatamente, sorprendentemente – se stessi e quanto li circonda come libera natura: ed è bene agiscano così, poiché solo così son di profitto a se stessi!

Una cosa sola, infatti, è necessaria: che l’uomo raggiunga l’appagamento di sé – sia con questa, sia con quella composizione poetica e artistica; soltanto allora l’uomo è tollerabile a vedersi! Chi non è pago di se stesso è continuamente pronto a vendicarsene: noialtri saremo le sue vittime, se non altro perché dovremo sempre sopportare la sua spiacevole vista.
Infatti la vista del brutto rende scadenti e tetri.”

Friedrich Nietzsche, “La Gaia Scienza”, 290.

immagine: “Democritus, the Laughing Philosopher” di Johannes Moreelse.

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