l’idea della patria mi è sempre parsa troppo stretta e limitata

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“Sì, ho una profonda ripugnanza per i giornali, cioè per l’effimero, il passeggero, quello che è importante oggi e non lo sarà domani. Non è insensibilità.

Solo che io simpatizzo altrettanto, e forse più, con le miserie scomparse dei popoli morti a cui nessuno pensa ora, con tutte le grida che hanno lanciato e che non si sentono più.
Non mi impietosisco sulla sorte delle classi operaie attuali più di quanto, o altrettanto, lo faccia sugli schiavi antichi che giravano la macina.

Non sono più moderno che antico, più francese che cinese, e l’idea della patria, cioè l’obbligo in cui si è di vivere su un angolo di terra segnato in rosso o in blu sulla carta e di detestare gli altri angoli in verde o in nero, mi è sempre parsa troppo stretta, limitata e di una feroce stupidità.”

Gustave Flaubert, “Lettere a Louise Colet”.

immagine: Murales “Patriotism in Everyday Life” di Diana Berek, Chiara Padgett, Juan Carlos Perez.

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