limitarsi a fare assegnamento su ciò che dipende dalla nostra volontà

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“Quanto alla disperazione, questa parola [per l’Esistenzialismo di Sartre ndr.] ha un senso estremamente semplice. Essa vuol dire che noi ci limiteremo a far assegnamento su ciò che dipende dalla nostra volontà o sull’insieme delle probabilità che rendono la nostra azione possibile.

Quando si vuole qualche cosa, ci sono sempre degli elementi probabili.
Io posso fare assegnamento sulla venuta di un amico. Questo amico verrà in treno o in tram; ciò suppone che il treno arrivi all’ora indicata e che il tram non esca dalle rotaie.

Io rimango nel dominio delle possibilità; ma si tratta di fare assegnamento sulle cose possibili soltanto nella stretta misura in cui queste sono implicate dal nostro agire. Dal momento in cui le possibilità che io considero non sono rigorosamente coinvolte nella mia azione, non me ne devo più curare, perché nessun Dio, nessun destino può adattare il mondo e i suoi «possibili» alla mia volontà.
In sostanza quando Descartes diceva: «vincere piuttosto se stesso che il mondo», voleva dire la medesima cosa: agire senza speranza.

Non posso fare assegnamento su uomini che non conosco, fondandomi sulla bontà umana o sull’interesse dell’uomo per il bene della società, dato che l’uomo è libero e che non c’è natura umana su cui io possa fondarmi. […]

Significa forse questo che io devo abbandonarmi al quietismo?
No. Prima io mi devo impegnare, poi devo operare secondo la vecchia formula: «Non c’è bisogno di sperare per agire». Questo non vuol dire che io non debba appartenere a un partito, ma che sarò senza illusioni e che farò ciò che posso. Poniamo ad esempio che mi domandi: «Arriveremo alla collettivizzazione vera e propria?», ebbene, non ne so nulla: so soltanto che farò tutto quello che sarà in mio potere perché ci si arrivi: a parte questo, non posso contare su niente.

Il quietismo è l’atteggiamento di coloro che dicono: gli altri possono fare ciò che io non posso fare. La dottrina che vi presento è proprio l’opposto del quietismo, perché essa dice: non c’è realtà che nell’azione. Essa va ancora più lontano, perché aggiunge: l’uomo non è niente altro che quello che progetta di essere; egli non esiste che nella misura in cui si realizza; non è, dunque, niente altro che l’insieme dei suoi atti, niente altro che la sua vita.”

Jean-Paul Sartre, “Esistenzialismo è un umanisimo”.

immagine: “The Gulf Stream” di Winslow Homer.

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