l’importante non è guarire ma vivere coi propri mali

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“L'”assurdo” è una presa di coscienza preliminare a ogni regola di vita, ma segna solo un momento di passaggio. Il ragionamento rigoroso e un impegno concreto, uniti a una fondamentale esigenza chiarificatrice, sono tesi a dimostrare che anche la desolante dottrina dell’esistenzialismo, allora dominante, contiene infine qualche accento di speranza. […]

Il vero assurdo è uno stato d’animo in cui la tensione fra uomo, mondo e assurdità di questo viene eroicamente mantenuta: non è troncata dalla scomparsa del soggetto che, invece di scegliere il suicidio, porta, continuando a vivere, testimonianza all’assurdo, e lo vive tormentosamente in sé; non è superata in una edulcorante quanto fallace dialettica della speranza. […]

Nel suo lucido e intrepido corpo a corpo coll’assurdo l’uomo assume non la posizione statica e fuggitiva del suicida, ma quella atroce del condannato a morte che sa, e attende la sua ultima alba. […]

La sentenza dell’abate Galiani, citata da Camus, secondo la quale l’importante non è guarire ma vivere coi propri mali, invece di esprimere come vorrebbe l’autore la sua distanza dagli esistenzialisti conciliazionisti, è indice di una specie di coabitazione coll’assurdo.”

Prefazione di Corrado Rosso a Albert Camus, “Il mito di Sisifo”.

immagine: “Self-Portrait with Bandaged Ear” di Vincent Van Gogh.

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