colui che fa affidamento sulle parole resta nella schiavitù e nell’ignoranza, fosse pure aggiornato su tutte le saggezze

“Lo riconoscerete dalla maniera in cui reagisce verso le parole. Ne avverte l’inadeguatezza? il loro fiasco lo fa dapprima soffrire, poi esultare? Senz’ombra di dubbio vi trovate in presenza di un animo affrancato, o in procinto di esserlo.

Poiché sono le parole che ci legano alle cose, non ci si può staccare da quest’ultime senza aver in precedenza rotto con le prime. Colui che fa affidamento sulle parole resta nella schiavitù e nell’ignoranza, fosse pure aggiornato su tutte le saggezze. Al contrario, si avvicina alla liberazione chiunque si levi contro di esse o se ne distolga con orrore. Quest’orrore non si impara né si trasmette: si prepara nel più intimo di noi stessi.

Un povero squilibrato che, a causa delle sue turbe, giunga a provarlo, sarà più vicino al vero sapere, più «liberato» di un filosofo incapace di sentirlo.

Il fatto è che la filosofia, lungi dall’eliminare l’inessenziale, lo fa proprio e vi si compiace: tutti gli sforzi che dispiega non tendono forse a impedirci di percepire la duplice nullità della parola e del mondo?”

Emil Cioran, “La tentazione di esistere”.

immagine di Synthetic Software.

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