l’uomo del risentimento, per il quale ogni felicità è un’offesa e che fa dell’impotenza e della miseria la sua unica passione

“Il tiranno ha bisogno della tristezza delle anime per imporsi, così come le anime tristi hanno bisogno di un tiranno per sopravvenire e propagarsi. Ciò che le unisce in ogni caso, è l’odio della vita, il rancore verso la vita. L’Etica di Spinoza traccia il ritratto dell’uomo del risentimento, per il quale ogni felicità è un’offesa e che fa dell’impotenza e della miseria la sua unica passione.

«Quelli che invece sanno solo… non render saldi gli animi degli uomini, ma romperli, sono dannosi e molesti a se stessi e agli altri; onde molti, per troppa impazienza d’animo e per falso ardore di religione, preferirono vivere tra gli animali che tra gli uomini; come i ragazzi o gli adolescenti, che non sanno sopportare di buon animo i rimproveri dei genitori, e vanno militari e scelgono i fastidi della guerra e il dominio della tirannide a preferenza dei comodi domestici e delle paterne ammonizioni, e sopportano che qualsiasi peso venga loro imposto, pur di vendicarsi dei genitori…».  

Vi è dunque una filosofia della «vita», in Spinoza: essa consiste nel denunciare tutto ciò che ci separa dalla vita, tutti questi valori trascendenti rovesciati contro la vita, legati alle condizioni e alle illusioni della nostra coscienza.
La vita è avvelenata dalle categorie di Bene e di Male, di colpa e di merito, di peccato e di riscatto. 

La sua analisi arriva così lontano che, perfino nella speranza, anche nella sicurezza, egli sa ritrovare questo granello di tristezza che è sufficiente a farne dei sentimenti di schiavi.
La vera Città propone ai cittadini l’amore della libertà piuttosto che la speranza delle ricompense o anche la sicurezza dei beni; infatti «è agli schiavi, non agli uomini liberi che si danno ricompense per la loro buona condotta».

Spinoza non è di quelli che pensano che anche una passione triste abbia qualche cosa di buono. Prima di Nietzsche, denuncia tutte le falsificazioni della vita, tutti i valori in nome dei quali disprezziamo la vita: non viviamo, conduciamo solo un simulacro di vita, non sogniamo che di evitare di morire, e tutta la nostra vita è un culto della morte.”

Gilles Deleuze, “Spinoza. Filosofia Pratica.”

immagine: “LiFe” di Alexis sautereau.

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