voi evitate quelle cose che io chiamo vizi perché ripugnano alla vostra natura specifica, ma non perché sono vizi

“La tesi essenziale di Spinoza: ciò che è cattivo deve essere interpretato come una intossicazione, un avvelenamento, una indigestione. […]

Questo è un punto che Blyenbergh comprende assai bene:

«Voi evitate quelle cose che io chiamo vizi perché ripugnano alla vostra natura specifica, ma non perché sono vizi; voi li evitate così come ci si astiene da un cibo che la nostra natura aborrisce».
Ma che accadrebbe con una natura che non avesse questa intolleranza e che «amasse» il crimine? Come può un disgusto personale costituire una virtù?”

Gilles Deleuze, “Spinoza. Filosofia Pratica.”

immagine: “I sette peccati capitali” di Adriana Bisi Fabbri.

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