il sacrificio è l’amore di una parte di sé 

sem326_19

“La ragazza che ama desidera poter vagliare nell’infedeltà dell’amato la devota fedeltà del suo amore. Il soldato desidera cadere sul campo di battaglia per la sua patria vittoriosa: poiché nella vittoria della sua patria vincono insieme i suoi più alti desideri. La madre dà al figlio ciò che toglie a se stessa, il sonno, il miglior cibo, e in certi casi la salute e gli averi.

Ma sono, tutti questi, stati altruistici? Non è evidente che in tutti questi casi l’uomo ama qualcosa di Sé, un pensiero, un’aspirazione, una creatura, più di qualche altra cosa di sé, che egli, cioè, scinde il suo essere e ne sacrifica una parte all’altra? Avviene forse qualcosa di essenzialmente diverso, quando un caparbio dice: «Preferisco farmi ammazzare che spostarmi d’un passo davanti a quest’uomo»? In tutti i casi detti esiste l’inclinazione verso qualche cosa (desiderio, istinto, aspirazione); assecondarla, con tutte le conseguenze, non è, in ogni caso, «altruistico».
Nella morale l’uomo tratta se stesso non come individuum, ma come dividuum.”

Friedrich Nietzsche, “Umano, troppo umano”.

Annunci

l’attenzione dell’ascolto è il puro amore

crbatg9wgaakgc8

“Ascoltare qualcuno significa mettersi al suo posto mentre parla. È un’attenzione intensa, pura, senza movente, gratuita, generosa. E questa attenzione è amore. Poiché la sventura e la verità hanno bisogno della stessa attenzione per essere udite, lo spirito di giustizia e lo spirito di verità formano un tutt’uno.
Lo spirito di giustizia e di verità non è altro che quella particolare specie di attenzione che è puro amore.”

Simone Weil

ogni sofferenza di questo mondo è la tua

migranti

“Chi alla vista delle sofferenze altrui soffre quanto per le proprie, chi ne viene spinto a rimuovere quelle sofferenze sacrificando quei mezzi con cui può soddisfare la propria volontà, conservare la propria esistenza, costui è beato, è virtuoso. Base ultima di ogni virtù, o piuttosto sua vera e propria essenza, è la conoscenza dell’identità dell’unica volontà in tutte le sue apparenze, e dell’inganno del principium individuationis, tramite cui le altre individualità appaiono come diverse dalla propria, e così pure le loro sofferenze. Questa conoscenza nella sua vivezza non è comunicabile in concetti astratti, come non lo è la virtù, che è appunto tutt’uno con essa.
L’amore è lo stato di un uomo mosso dalla sofferenza che vede più che da quella che sente lui stesso. Ogni benvolere verso altri è infatti una specie di compatire, è desiderio di mitigare le loro sofferenze: perché tutti i loro desideri sono solo e sempre sofferenze che possono essere messe a tacere. I piaceri mentono infatti al desiderio facendogli credere di essere qualcosa di positivo, un bene: ma sono solo qualcosa di negativo, la fine di un male.
Se penetri con lo sguardo il principium individuationis, ogni sofferenza di questo mondo è la tua: questa conoscenza si manifesta in ciò, che mitigare le sofferenze altrui ti sta a cuore quanto mitigare le tue, e diventa un quietivo della volontà di vivere, a cui di conseguenza rinunci. Se non vi penetri con lo sguardo, ogni sofferenza del mondo ti è estranea e indifferente, e solo quel che hai esperito tu stesso può infrangere e convertire in te la volontà.”

Arthur Schopenhauer