il mondo delle apparenze

8-la-lezione-di-anatomia-del-dr-joan-deyman-rembrandt-harmensz-van-rijn-1656

“Sostengo che la volontà di vita, essendo la cosa in sé, non è frazionata, ma è interamente presente in ogni essere individuale. Dunque la stessa cosa può trovarsi in più luoghi contemporaneamente? Sì, la cosa in sé lo può, poiché non è concepita nello spazio, che in quanto tale le è del tutto estraneo, essendo esclusivamente la forma della sua apparenza. Si immagini una sostanza in grado – cosa impossibile nel mondo delle apparenze – di occupare un nuovo luogo senza abbandonare quello occupato fino a quel momento. Tale sostanza (si tratta in questo caso di un’espressione figurata) è la cosa in sé, la volontà di vita in sé, che in virtù della sua assoluta inesauribilità è presente intera e indivisa in ogni apparenza, il cui accrescimento non la fa accrescere e la cui diminuzione non la fa diminuire.
Entro la scienza della natura nel suo complesso, la cosa di gran lunga più fruttuosa e istruttiva è l’autopsia – l’autopsia puramente contemplativa – delle forme degli esseri naturali, e in particolare di piante e animali; dalla contemplazione degli animali – nel loro stato naturale e indisturbato -, dall’osservazione del loro comportamento come della loro forma, da questa decifrazione della vera signatura rerum, il filosofo riconosce i molteplici gradi e modalità del manifestarsi della volontà, la quale non è che una e medesima in tutti gli esseri, vuole ovunque la stessa cosa, ciò che appunto si oggettiva come vita in forme tanto diverse, che sono tutte quante accomodamenti a varie condizioni esterne e somigliano a tante variazioni di un unico tema. Tutte rivelano il mondo come rappresentazione in ogni sua idea.”

Arthur Schopenhauer

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