breve il giorno

la-notte

“Bevi, Asclepiade: perché questo pianto? Che hai?
Non solo tu sei preda della spietata Cipride,
né per te solo aguzza sull’aro i suoi dardi l’amaro
Eros: che vita fai prostrato nella polvere?
Beviamo il puro nettare di Bacco: c’è un dito di luce;
o vogliamo aspettare la sonnolenta lampada?
Beviamo: l’amore non c’è, e in poco tempo, o infelice,
conosceremo il sonno di una notte infinita.”

Asclepiade

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