meglio un imperatore stanco che un profeta folgorante

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“A uno studente che voleva sapere la mia posizione riguardo all’autore di Zarathustra, risposi che da molto tempo avevo smesso di frequentarlo. Perchè? mi chiese. – Perchè lo trovo troppo ingenuo…

Gli rimprovero le sue infatuazioni e persino i suoi fervori. Non ha abbattuto idoli se non per sostituirli con altri. Un falso iconoclasta, con tratti da adolescente, e non so che verginità, che innocenza, inerenti alla sua carriera di solitario. Ha osservato gli uomini solo da lontano.
Se li avesse guardati da vicino non avrebbe mai potuto concepire e celebrare il superuomo, visione bislacca, risibile, se non grottesca, chimera o capriccio che poteva scaturire solo dalla mente di qualcuno che non avesse avuto il tempo di invecchiare, di conoscere il distacco, il lungo disgusto sereno. Molto più vicino mi è un Marco Aurelio.

Nessuna esitazione da parte mia fra il lirismo della frenesia e la prosa dell’accettazione: trovo più conforto, e perfino più speranza, in un imperatore stanco che in un profeta folgorante.”

Emil Cioran, “L’inconveniente di essere nati”.

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lo spettacolo della natura confrontato con le cose dell’uomo

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“Supponi di trovarti improvvisamente a un’eccelsa altezza, e di contemplare di lassù le cose umane e la loro diversità;
quanto le disprezzeresti quando vedessi in un solo colpo d’occhio l’immenso spazio popolato dagli esseri dell’aria e dell’etere!”

Marco Aurelio

“L’anima raggiungere la pienezza della felicità quando, dopo avere calpestato tutto ciò che è male, raggiunge l’eccelsa altezza e penetra fin nelle pieghe più riposte della natura. È allora, quando vaga tra gli astri, che si compiace di ridere delle pavimentazioni dei ricchi… ma tutto questo lusso dei ricchi, l’anima non può disprezzarlo prima di avere fatto il giro del mondo, di avere gettato dall’alto del cielo uno sguardo sdegnoso sulla stretta terra, ed essersi detto: “È dunque quello il punto che tanti popoli si dividono col ferro e col fuoco? Quanto sono ridicole le frontiere che gli uomini stabiliscono tra di essi!”.”

Seneca

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l’apparenza gonfiata dall’opinione

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“Non dire a te stesso più di quello che le prime rappresentazioni ti fanno conoscere dell’oggetto. Ti riferiscono che un certo individuo ti diffama: ma con questo non ti si dice che tu ne sia danneggiato.
[…] Procura quindi di attenerti sempre alle prime rappresentazioni, e non aggiungervi nulla di tuo; in questo modo, non ti succederà mai nulla. Anzi aggiungi, sì, qualcosa, ma solo in quanto tu conosca ognuno degli eventi che accadono nel mondo.”

Marco Aurelio