i libri dell’anima

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“Alla meditazione ed all’esercizio delle norme direttive della vita dovrebbe andar unita sempre la lettura di qualche libro dell’anima; ciascuno dovrebbe scegliere tra i volumi eterni che hanno servito di guida e di conforto alla umanità attraverso i secoli, quello o quelli che più si avvicinano alla sua concezione ideale, e servirsene come d’un viatico quotidiano, onde attingerne materia per le proprie meditazioni, consolazione nelle avversità, forza nelle risoluzioni. Tale è stata per molti secoli la Bibbia; tali possono essere anche oggi per molti, secondo le loro credenze, il Vangelo, l’lmitazione di Cristo, i Discorsi di Epitteto, le Meditazioni di M. Aurelio, i Doveri dell’Uomo di Mazzini, gli Aforismi di Schopenhauer. Anche le Opere letterarie possono servire a questo fine, specialmente quelle che congiungono alla
bellezza la profondità del pensiero; come pure le biografie di uomini grandi, che possono infiammarci col loro esempio.
L’essenziale è che ciascuno scelga, secondo le proprie preferenze, il libro o i libri nei quali ha trovato un contorto ed una guida nella vita, e che rimanga ad essi fedele come ad un amico prezioso ed inseparabile.”

Piero Martinetti

Qual’è invece il libro che vi da forza e vi consola? Quale vi guida verso l’ideale della vostra vita?

bisogna fermarsi per conoscersi, per essere se stessi

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“Un giorno Buddha è in viaggio e vuole attraversare una foresta. Tutti glielo sconsigliano. La foresta è pericolosissima. Ci si nasconde un bandito malvagio che si diverte ad assaltare i viandanti, derubarli e tagliare loro le dita per aggiungerle alla collana che tiene sul petto. Il suo nome è, appunto, Angulimal: anguli, le dita, mala, la collana. Buddha non si fa distogliere dal suo intento e da solo si avvia. Appena il bandito lo vede, si getta al suo inseguimento, ma non riesce a raggiungerlo. Angulimal va da una parte e Buddha e dall’altra, corre dall’altra e Buddha è altrove.
Esausto, Angulimal urla:
«Ma chi sei? Uomo o superuomo? Dio o diavolo? Ti corro dietro e non ti raggiungo mai. Come puoi essere così più svelto di me?»
«Sei tu che corri. Io non mi sono mai mosso» risponde Buddha. «Eccomi qua.»
Angulimal allora si ferma e finalmente «raggiunge» Buddha. Capisce, si getta ai suoi piedi e diventa suo discepolo.

«Il punto della storia», concluse il Vecchio, «è che bisogna fermarsi per conoscersi, per essere se stessi.»”

Tiziano Terzani

grandezza, calma e solarità

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“Grandezza, calma e solarità – queste tre cose abbracciano tutto ciò che un pensatore desidera ed anche esige da sé: le sue speranze sui doveri, le sue pretese nel campo intellettuale, morale, perfino nella vita quotidiana e anche nel passaggio dalla sua dimora.
In nessun tempo gli attivi, vale a dire gli irrequieti, hanno avuto la maggiore importanza. Per cui una delle necessarie correzioni che si devono apportare al carattere dell’umanità è quello di rafforzare in larga misura l’elemento contemplativo. Ma già ogni individuo che nel cuore e nella mente sia calmo e costante, ha il diritto di credere di possedere una virtù di generale utilità, e di adempiere addirittura, con la perseveranza di questa virtù, un compito superiore”.

Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano.

il silenzio

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“Un re va da un famoso rishi nella foresta.
«Dimmi, qual è la natura del Sé? » chiede.
Il vecchio lo guarda e non risponde.
Il re ripete la domanda. Il rishi non risponde. Il re chiede di nuovo la stessa cosa, ma il rishi resta muto.
Il re s’arrabbia e urla: «lo chiedo e tu non rispondi!»
«Tre volte ti ho risposto, ma tu non stai a sentire», dice, calmo, il rishi. «La natura del Sé è il silenzio.»”