è stolto far torto

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“Il proprio torto, quello che abbiamo arrecato, è molto più pesante da portare dell’altrui, di quello che ci è stato arrecato (non precisamente per ragioni morali, beninteso); chi lo fa è propriamente sempre colui che soffre, nel caso cioè in cui sia accessibile o ai rimorsi all’idea che, con la sua azione, egli ha armato la società contro di sé e si è isolato.
Perciò bisognerebbe guardarsi – se non altro per amore della propria felicità intima, cioè per non perdere il proprio benessere, prescindendo completamente da tutto ciò che la ragione e la morale comandano dal far torti ancor più che dal subir torti: quest’ultima cosa ha infatti il conforto della buona coscienza, della speranza della vendetta, della compassione e del consenso dei giusti, anzi dell’intera società, la quale ha paura di chi fa il male.
Non pochi sono abili in quella sconcia arte di raggirare se stessi, consistente nello spacciare ogni torto proprio per uno altrui ad essi arrecato e di riservarsi, a scusante di ciò che essi stessi hanno fatto, il diritto eccezionale della legittima difesa: per portare in questo modo molto più facilmente il loro peso.”

Friedrich Nietzsche, “Umano, troppo umano”

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non si ha proprio niente da perdonare

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“Come si può in genere perdonare loro, se essi non sanno ciò che fanno?
Non si ha proprio niente da perdonare. – Ma sa mai un uomo pienamente ciò che fa? E se questo rimane sempre perlomeno dubbio, allora gli uomini non hanno mai un qualcosa da perdonarsi, e essere clemente è, per il più ragionevole, una cosa impossibile.
Da ultimo: anche se i malfattori avessero veramente saputo ciò che facevano – noi avremmo avuto comunque il diritto di perdonare solo se avessimo avuto il diritto di accusa e di punizione. Ma questo non l’abbiamo.”

Friedrich Nietzsche, “Umano troppo umano”.

non riuscire a liberarsi dalla razionalità

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“Ma prova un po’ a lasciarti trascinare ciecamente dal tuo sentimento, senza ragionamenti, senza una causa prima, scacciando la coscienza almeno per il momento; odia oppure ama, pur di non stare con le mani in mano. Dopodomani, al più tardi, comincerai a odiarti perché ti sei consapevolmente preso in giro. Risultato: una bolla di sapone e l’inerzia.
Oh, signori, forse io mi considero un uomo intelligente solo perché per tutta la vita non ho potuto iniziare né concludere nulla. Sia pure, sia pure, sono un chiacchierone, un chiacchierone innocuo e molesto, come tutti noi. Ma che farci mai, se il destino immediato e unico di qualsiasi persona intelligente è la chiacchiera, cioè un deliberato pestare acqua nel mortaio?”

Fëdor Dostojevski, “Memorie dal sottosuolo”.

fai ciò che è giusto, non temere

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“Quando siamo ostacolati, o turbati, o soffriamo, non accusiamo mai nessun altro se non noi stessi. È proprio di chi è ignaro di filosofia accusare gli altri delle proprie disgrazie; è proprio invece di chi ha cominciato a istruirsi accusare se stesso; è proprio infine di chi si è educato nella filosofia non accusare né gli altri né se stesso.”

Epitteto