il vero dono non si aspetta la ricompensa

hermano2bmihajas

“Tu fai un’elemosina, e mi chiedi che cosa te ne venga. La mia risposta, in coscienza, è questa: «Hai dato un po’ di sollievo alle sofferenze del tuo prossimo, assolutamente niente di più». Se però tale gesto non ti è stato utile e in realtà non te ne importa niente, allora in effetti non hai voluto fare un’elemosina, ma un acquisto, quindi sei stato del tutto derubato del tuo denaro, e ciò va imputato alla tua stoltezza. Se invece ti importa che colui che è oppresso dalla miseria soffra di meno, allora hai raggiunto il tuo scopo proprio perché egli soffre di meno, e vedi bene in che misura il tuo dono trovi la sua ricompensa.
Un dono puro è soltanto quello in cui, nel più profondo del cuore, non ci si propone né si pensa assolutamente a nient’altro che ad alleviare la sofferenza del prossimo. Ogni traccia di ostentazione nel donare rende evidente che il dono non è genuino, ma che, almeno in parte, è un tentativo di comprarsi una buona nomea, eccetera. Di coloro che donano con ostentazione il Vangelo dice molto bene: «In ciò hanno la loro ricompensa» (Mt, 6, 2). Ma i Veda, conferendo per così dire la superiore consacrazione, dicono e ripetono che colui che brama una qualche ricompensa per le sue opere è ancora sulla via delle tenebre e non è maturo per la redenzione.”

Arthur Schopenhauer

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