il sacrificio è l’amore di una parte di sé 

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“La ragazza che ama desidera poter vagliare nell’infedeltà dell’amato la devota fedeltà del suo amore. Il soldato desidera cadere sul campo di battaglia per la sua patria vittoriosa: poiché nella vittoria della sua patria vincono insieme i suoi più alti desideri. La madre dà al figlio ciò che toglie a se stessa, il sonno, il miglior cibo, e in certi casi la salute e gli averi.

Ma sono, tutti questi, stati altruistici? Non è evidente che in tutti questi casi l’uomo ama qualcosa di Sé, un pensiero, un’aspirazione, una creatura, più di qualche altra cosa di sé, che egli, cioè, scinde il suo essere e ne sacrifica una parte all’altra? Avviene forse qualcosa di essenzialmente diverso, quando un caparbio dice: «Preferisco farmi ammazzare che spostarmi d’un passo davanti a quest’uomo»? In tutti i casi detti esiste l’inclinazione verso qualche cosa (desiderio, istinto, aspirazione); assecondarla, con tutte le conseguenze, non è, in ogni caso, «altruistico».
Nella morale l’uomo tratta se stesso non come individuum, ma come dividuum.”

Friedrich Nietzsche, “Umano, troppo umano”.

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combattere l’egocentrismo

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“Colui al quale è caduto dagli occhi il velo del principium individuationis e quindi riconosce se stesso in tutta quanta la natura, riconosce anche ogni sofferenza che vede, o di cui viene soltanto a sapere che degli uomini l’hanno sofferta, o anche solo è possibile, come sua, proprio come ciò che tocca realmente la sua persona. E non appena è comparsa realmente questa conoscenza, la volontà di vivere non può mantenersi più a lungo: come si allontana da chiunque sia colpito da una sofferenza smisurata, senza speranza, così si allontana da colui che riconosce come propria ogni sofferenza reale e possibile in tutta quanta la natura. Anche se infatti in noi a tratti compare la conoscenza dell’idea della vita e vorremmo rinunciare alla volontà di vivere, tuttavia quel che fa sì che continuiamo sempre a restare uniti a questa volontà e ci impedisce di strapparci da essa è la dolcezza, la lusinga delle circostanze attuali, il benessere che in questo regno del caso e dell’errore, in mezzo alla miseria di un mondo sofferente, è toccato in sorte alla nostra persona. Per questo Gesù diceva: «È più facile che una gomena passi per la cruna di un ago piuttosto che un ricco si guadagni il regno celeste».”

Arthur Schopenhauer