dovremmo stare attenti a non fare dell’intelletto il nostro dio

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“Noi dovremmo stare attenti a non fare dell’intelletto il nostro dio. Esso ha, naturalmente, muscoli possenti, ma non è dotato di alcuna personalità. Non può guidare, può solo servire; e non è esigente nella sua scelta di un capo. Questa caratteristica si riflette nella qualità dei suoi sacerdoti, gli intellettuali. L’intelletto ha la vista lunga in fatto di metodi e strumenti, ma è cieco rispetto ai fini e ai valori.

I nostri antenati ebrei, i profeti e gli antichi saggi cinesi compresero e proclamarono che il fattore più importante nel dare forma alla nostra esistenza umana e individuare e fissare una meta; e la meta è una società di esseri umani liberi e felici che si prodighino con costante sforzo interiore per liberarsi dal retaggio degli istinti antisociali e distruttivi.
È in questo sforzo che l’intelletto può offrire l’aiuto più potente. I frutti dello sforzo intellettivo, insieme allo sforzarsi in sé, in cooperazione con l’attività creativa dell’artista, danno contenuto e senso alla vita.”

Albert Einstein, “Il fine dell’esistenza umana”.

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l’uomo può si fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole

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“Io non credo nella libertà del volere.
La frase di Schopenhauer: «L’uomo può si fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole» mi accompagna in tutte le situazioni della vita e mi riconcilia con i comportamenti umani, anche quando essi sono per me veramente dolorosi.
Questa conoscenza dell’assenza della libertà del volere mi protegge dal prendere troppo sul serio me stesso e gli altri in quanto individui che agiscono e che giudicano, e dal perdere il mio buonumore.

Albert Einstein, “Il mio credo”.

confondere l’oscuro con il profondo

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“Ho provato a leggere a mia sorella qualcosa dell’opera filosofica di Aristotele. In tutta franchezza: una delusione completa. Non fosse stata così oscura, così astrusa, questa pseudofilosofia non sarebbe durata così a lungo. Ma la maggior parte delle persone, per le parole che non riesce a comprendere, prova un sacro rispetto, e taccia invece di superficialità chi ha il torto di parlar chiaro. Quale toccante segno di modestia.”

Albert Einstein