la potenza di un’idea come la legge ideale di tutta la vita

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“Il primo atto di cultura della volontà deve essere un atto di riflessione generale, che traduca in una visione semplice e precisa le innumerevoli esperienze e riflessioni che abbiamo fatto sulla vita, e ci orienti almeno in modo sommario sul cammino che dobbiamo tenere.

La maggior parte degli uomini manca di una volontà decisa, perchè manca di un pensiero chiaro e preciso. Travolti dalle impressioni, dominati dagli impulsi, raramente essi trovano il tempo di gettare uno sguardo al di là delle circostanze presenti, di riflettere seriamente sul corso della vita: spesso anche la loro leggerezza ne rifugge, perché il fondo delle cose non è nè facile nè lieto. La loro vita è diretta più dalle circostanze e dalle pressioni esteriori che da una legge interiore; ed anche ciò che essi hanno di volontà e di ragione è messo il più delle volte al servizio degli impulsi più irragionevoli.

Educare in sè la volontà, creare in sè un carattere, vuol dire creare in sè un’unità di direzione, imporre a tutta la propria vita un fine ed una legge. Ma questa imposizione non è qualche cosa che possa scaturire in noi per un atto magico; la volontà nuova che in essa si rileva, è l’energia stessa che è contenuta nella razionalità del fine, è la potenza di un’idea che noi abbiamo riconoscìuta esprimere la verità delle cose e che perciò si è imposta come il valore più alto, come la legge ideale di tutta la vita.”

Piero Martinetti, “Educazione della volontà”.

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carpe diem

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“Non chiederti, non è dato saperlo, quale a me fine e a te
abbian gli Dei assegnata, Leucònoe, e non tentare le cabale
di Babilonia. Meglio, qualsiasi cosa accadrà, sopportarla!
Molti inverni ci abbia Giove concessi, o ultimo questo
che ora contro opposte scogliere affatica il mare Tirreno,
filtra, saggia, i vini e per un breve spazio una speranza
lunga recidi. Noi parliamo, e già è fuggita l’invidiosa
età. Afferra l’oggi, meno che puoi credendo nel domani.”

Orazio, Odi I, XI