i nostri pensieri scartati

i-tagli-di-lucio-fontana

“Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e custodire quel barlume di luce che guizza dentro la sua mente, più che lo scintillio del firmamento di bardi e sapienti. Mentre invece chiunque rinuncia al suo pensiero – e proprio perché è il suo.
In ogni opera di genio riconosciamo i nostri pensieri scartati, per poi sentirli tornare a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dare loro. Le grandi opere d’arte non hanno per noi lezione più significativa: ci insegnano ad affidarci alle nostre genuine impressioni con serena inflessibilità, e sopratutto nel momento in cui l’intero clamore di voci si trova sulla sponda opposta.
Anzi, potrebbe essere un estraneo, domani, a dirci esattamente e con magistrale buon senso ciò che nel frattempo abbiamo già pensato e avvertito, e allora saremo costretti, con vergogna, ad accogliere da un altro quella che era la nostra opinione.”

Ralf Emerson, “La fiducia in se stessi”.

Annunci

la potenza di un’idea come la legge ideale di tutta la vita

diogene3

“Il primo atto di cultura della volontà deve essere un atto di riflessione generale, che traduca in una visione semplice e precisa le innumerevoli esperienze e riflessioni che abbiamo fatto sulla vita, e ci orienti almeno in modo sommario sul cammino che dobbiamo tenere.

La maggior parte degli uomini manca di una volontà decisa, perchè manca di un pensiero chiaro e preciso. Travolti dalle impressioni, dominati dagli impulsi, raramente essi trovano il tempo di gettare uno sguardo al di là delle circostanze presenti, di riflettere seriamente sul corso della vita: spesso anche la loro leggerezza ne rifugge, perché il fondo delle cose non è nè facile nè lieto. La loro vita è diretta più dalle circostanze e dalle pressioni esteriori che da una legge interiore; ed anche ciò che essi hanno di volontà e di ragione è messo il più delle volte al servizio degli impulsi più irragionevoli.

Educare in sè la volontà, creare in sè un carattere, vuol dire creare in sè un’unità di direzione, imporre a tutta la propria vita un fine ed una legge. Ma questa imposizione non è qualche cosa che possa scaturire in noi per un atto magico; la volontà nuova che in essa si rileva, è l’energia stessa che è contenuta nella razionalità del fine, è la potenza di un’idea che noi abbiamo riconoscìuta esprimere la verità delle cose e che perciò si è imposta come il valore più alto, come la legge ideale di tutta la vita.”

Piero Martinetti, “Educazione della volontà”.

dimmi chi sono i tuoi amici e ti dirò chi sei

arton2302-960x738

“Quando ci si occupa di sviluppare la forza di volontà, va seguito questo precetto negativo: che è di tenersi accuratamente lontani da tutte le compagnie, dagli ambienti, dalle suggestioni che contrastano con i principi adottati. È inutile proporre a se medesimo un codice della condotta e sforzarsi con meditazioni quotidiane di farsene una legge di vita, se apriamo ogni giorno l’adito ad esempi, a conversazioni, a spettacoli che esercitino su di noi un’azione deprimente.
La conversazione di persone mediocri, i pregiudizi correnti del mondo, la lettura dei giornali e delle riviste che rispecchiano le idee banali della moltitudine, servono a tutt’altro che ad elevare l’intelligenza ed il carattere: colui che si disperde nella vita esteriore non può non subirne l’influenza e non aprire involontariamente l’animo alle basse idee di ipocrisia, di servilità al denaro ed alla potenza che guidano il mondo.
Si aggiunga a questo l’influenza sottile e demoralizzante del linguaggio, ispirato ai preconcetti del volgare, lo spettacolo triste delle cose del mondo, che sembra predicare la morale del piacere e del successo: come potrà, chi non è ancora fermamente stabilito nelle sue convinzioni, non perdervi ogni giorno qualche cosa del suo vigore morale? Per questo anche Epitteto consiglia colui che si inizia alla virtù di cercar di vincere fuggendo.
Noi non consigliamo per questo di chiudersi in un isolamento cieco ed intollerante. È bene guardare a fondo tutte le cose ed affrontare tutte le esperienze: ma una volta formato il nostro concetto della vita e formulata la nostra legge, è inutile esporsi ancora alle suggestioni di ciò che abbiamo già una volta con chiara coscienza condannato e che ha sempre ancora nella parte inferiore di noi un pericoloso alleato. Nel mondo delle idee, l’intelligenza deve essere aperta a tutte le correnti, a tutte le verità; nel campo pratico la volontà deve essere gelosa custode della sua purezza e respingere da sè con rigida intransigenza ogni colpevole compiacenza ed ogni pericolosa debolezza.”

Piero Martinetti

le idee non hanno potere senza sentimenti

emilio-longoni-loratore-dello-sciopero

“Le idee, secondo Payot, non hanno sopra di noi alcun potere; ciò che l’idea ha di potenza esecutiva le viene dalla sua alleanza con i sentimenti. L’intelligenza, si dice, quando si trova a lottare sola, senza soccorso straniero, contro la potenza delle passioni, è condannata alla sconfitta.
Quanti, per esempio, sanno le conseguenze alle quali conducono l’alcolismo, il fumo, l’imprevidenza e le altre debolezze! E tuttavia alla prima tentazione tutta questa saggezza si dissipa per ritornare più tardi, nel momento degli inutili rimpianti. Le idee possono avere un’efficacia sulla volontà solo quando sono in connessione strettissima coi sentimenti.”

Piero Martinetti

irremovibilità ed estremismo giovanile

00d115a4f34b859a

“Nella pubertà si criticano norme sociali e si cercano nuovi ideali, ma si è in balia di un “entusiasmo militante”. Il bisogno istintivo di fissarsi su una finalità ideale è così incontenibile da rendere inessenziale la natura di tale finalità e il suo valore intrinseco. Motivo per cui è così necessario appartenere a un gruppo tra gli adolescenti.”

Lorenz