che cos’’è meglio: una felicità a buon mercato o elevate sofferenze?

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“”E non sarà meglio, non sarà meglio””, fantasticavo ormai a casa, soffocando con le fantasie il dolore vivo del cuore, ““non sarà meglio se lei porterà con sé l’’offesa per sempre? L’’offesa è infatti una purificazione; è la più bruciante e dolorosa presa di coscienza! Domani stesso avrei insozzato la sua anima e avrei sfinito il suo cuore. Mentre ora l’’offesa non si estinguerà mai in lei, e per quanto sudicio sia il fango che l’’attende, l’’offesa la eleverà e purificherà… con l’’odio… hmm… forse anche col perdono… E del resto starà forse meglio per questo?””.
In effetti, ecco che pongo una domanda oziosa da parte mia: che cos’’è meglio: una felicità a buon mercato o elevate sofferenze? E allora, che cos’è meglio?”

Fëdor Dostojevski, “Memorie dal sottosuolo”.

E voi cosa dite?

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