la conoscenza di sé

sadhu

“In India tutti sembrano saperlo. La filosofia qui non è una forma di ginnastica, non è il monopolio dei colti, non è riservata alle accademie, alle scuole, ai «filosofi».

La filosofia in India è parte della vita, è il filo di Arianna con cui uscire dal labirinto dell’ignoranza.

La filosofia è la religione grazie alla quale gli indiani contano di raggiungere la salvezza che nel loro caso è conoscenza.

Non la conoscenza «utile», quella per manipolare, possedere, cambiare, dominare il mondo (la scienza non è mai stata il loro punto forte); bensì, come dicono i testi sacri, «quella conoscenza che una volta conosciuta non lascia più niente da conoscere»: la conoscenza di sé.”

Tiziano Terzani, “Un altro giro di giostra”.

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immensa commedia-illusione di miliardi e miliardi di persone e animali

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“Succede che, osservando un dettaglio, si è colpiti dall’insieme in cui quel dettaglio è insignificante. Una mattina, quasi senza farci caso, seguii con lo sguardo una donna che, premurosa e diligente, annaffiava e accomodava una bella corona di fiori arancioni al collo di una piccola dea di pietra in riva al Gange, sotto la mia terrazza. Arrivò una capra nera e gliene portò via un boccone. Stava per farsene un altro, ma venne cacciata da una mucca che in un sol colpo ingurgitò tutta la bellezza e le preghiere che la donna stava ancora offrendo alla sua dea. Nessuno si ribellò e presto la donna, la capra e la vacca si allontanarono ognuna per la sua strada, avendo ognuna fatto la sua parte nell’immensa commedia-illusione di miliardi e miliardi di persone e animali, esseri visibili e invisibili che in quello stesso momento in miliardi di diversi pianeti nell’eterno tempo dell’infinito universo continuavano a girare nella ruota dell’essere.”

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra.