tu sei questo – tat tvam asi

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“Dire che tempo e spazio sono solo forme della nostra conoscenza che, in quanto tali, non appartengono alla cosa in sé, equivale esattamente a sostenere la frase: «L’animale che adesso uccidi sei tu stesso, lo sei adesso (tat tvam asi)».
Chi comprende il tat tvam asi ha compreso anche l’idealità dello spazio e del tempo, e viceversa. Il tat tvam asi si identifica totalmente con la conoscenza dell’unità metafisica della volontà, si presenta come una sincera repulsione a ferire o danneggiare chicchessia, quindi anche come misericordia verso gli animali, i quali, benché capaci solo di sofferenze momentanee, non vengono comunque sottoposti a sofferenze inutili o sproporzionate.”

Arthur Schopenhauer

colui che è passato da qui

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“A un discepolo che lo tempestava di domande intellettuali e che era tornato alla carica chiedendogli se l’anima già esiste prima della nascita, Buddha rispose con la storia del soldato trafitto dalle frecce che viene portato d’urgenza dal cerusico perché gliele tolga e lo salvi, ma lui insiste a voler sapere prima chi lo ha ferito e con quale intenzione l’ha fatto. Con questo aneddoto Buddha vuole spiegare all’allievo che la sua domanda è irrilevante perché, qualunque sia la risposta, quel che conta è capire il significato del nascere, dell’invecchiare, del morire e del soffrire. A Buddha non piacevano le definizioni. Sapeva che potevano essere trappole, come le parole. Una volta i discepoli gli chiesero se, quando fosse morto, lui ci sarebbe stato ancora. E la risposta fu:
«Se dico di si, do adito a una confusione, se dico di no a un’altra. Dopo la morte Tathagata sarà senza confini come l’oceano».
Tathagata era il modo con cui lui parlava di sé e il nome con cui voleva essere chiamato. Significa «Colui che è passato da qui». Con questo voleva sottolineare di non essere nessuno di particolare, di non essere né il primo né l’ultimo Illuminato, di non essere dio, ma solo un uomo come gli altri, uno che è passato da qui, da dove possono passare tutti quelli che lo seguono sulla Via.”

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra

l’apparenza gonfiata dall’opinione

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“Non dire a te stesso più di quello che le prime rappresentazioni ti fanno conoscere dell’oggetto. Ti riferiscono che un certo individuo ti diffama: ma con questo non ti si dice che tu ne sia danneggiato.
[…] Procura quindi di attenerti sempre alle prime rappresentazioni, e non aggiungervi nulla di tuo; in questo modo, non ti succederà mai nulla. Anzi aggiungi, sì, qualcosa, ma solo in quanto tu conosca ognuno degli eventi che accadono nel mondo.”

Marco Aurelio