il nirvana

dd0ff3134b29e56cd3ddb4ec048a3d94

“La dottrina buddhista tratta sempre la vita, nello stadio dell’esistenza umana, come uno stato di sofferenza e sventura, considerandola un susseguirsi di prove dolorose, derivanti dai suoi cambiamenti, ai quali non è possibile sfuggire in altro modo che ottenendo lo stato immutabile del nirvana. Alla vita viene applicata ogni espressione che indichi illusione, inganno e dolore; e gli epiteti contrari di pace imperturbata, riposo e profonda tranquillità sono attribuiti all’ambito premio del nirvana; espressioni che arrivano persino a chiamarlo non-esistenza. Il nirvana è definito come qualcosa di simile al recupero della salute dopo una malattia, in cui, se se ne chiedesse il significato all’essere che ne beneficia, egli potrebbe solo dire che è la cessazione del dolore e l’ottenimento del piacere, ricavato anche dal contrasto. ”

Upham, Doctrine of Buddhism

Annunci

i maestri che si rendono indispensabili servono il proprio Io e non la ricerca dei loro discepoli

devozione-meccanica-oliobitume-su-tela-50x20-2012

“Un uomo si sveglia una mattina in catene e non sa come togliersele. Per anni cerca qualcuno che lo liberi. Poi un giorno passa davanti alla bottega di un fabbro, vede che quello forgia il ferro e gli chiede di aiutarlo. Il fabbro con due colpi rompe le catene. L’uomo gli è gratissimo. Si mette a lavorare per lui, diventa il suo servo, il suo schiavo e per il resto della sua vita rimane… incatenato al fabbro.

«Il guru è importante», continuò il Vecchio. «Esprime a parole quel che tu senti come vero dentro di te. Ma una volta che hai fatto l’esperienza diretta di quella Verità non hai più bisogno di lui. Il guru ti indica la luna, ma guai a confondere il suo dito con la luna. Il guru ti fa vedere la strada, ma quella la devi percorrere tu. Da solo. Il vero guru è quello che sta dentro di te, qui», e mi puntò uno dei suoi diti ossuti contro il petto. «Tutto è qui. Non cercare fuori da te. Tutto quello che potrai trovare fuori è per sua natura mutevole, impermanente. Ti puoi illudere di trovare stabilità nella ricchezza, poi quella finisce. Puoi pensare di trovarla nell’amore di una persona, che poi se ne va. O nel potere, che facilmente cambia mano. Puoi affidare la tua vita a un guru e quello muore. No, niente di ciò che è fuori ti appagherà mai. La sola stabilità che può aiutarti davvero è quella interiore. E i guru che si rendono indispensabili servono il proprio Io e non la ricerca dei loro discepoli.» ”

Tiziano Terzani

“vitam impendere vero” – consacrare la vita alla verità

9ba87c9ce4b30a0dd5a3e2590f20d755

“Fui turbato dallo strazio della vita proprio come Buddha in gioventù, allorche prese coscienza della malattia, della vecchiaia, del dolore, della morte. La verità, che mi parlava in modo così chiaro e manifesto dal mondo, presto ebbe la meglio sui dogmi giudaici che erano stati inculcati anche in me, e ne conclusi che un mondo siffatto non poteva essere l’opera di un essere infinitamente buono, bensì di un demonio, che aveva dato vita alle creature per deliziarsi alla vista dei loro tormenti. Questo indicavano i fatti, e la convinzione che le cose non potessero stare altrimenti prese il sopravvento. Non v’è dubbio che l’esistenza umana esprima il destino del dolore. Essa vi è profondamente immersa, non gli sfugge; il suo corso e la sua fine sono assolutamente tragici: non si può non riconoscervi una certa intenzionalità. E vero peraltro che il dolore è deuteros plous (seconda navigazione), cioè il surrogato della virtù e della santità. Purificati da esso giungiamo infine alla negazione della volontà di vita, al ritorno indietro dalla strada sbagliata, alla redenzione, ed è per questo che la potenza misteriosa che guida il nostro destino, e che secondo la credenza popolare è miticamente personificata dalla provvidenza, ha pensato di riservarci dolori su dolori. Al mio sguardo giovanile, parziale finché si vuole ma giusto nei limiti della sua prospettiva, il mondo si presentava dunque come l’opera di un demonio.”

Schopenhauer