sancta simplicitas degli sapienti indiani

tempio-2-1

“Il bene spirituale appare loro leggero come il vento, e le scritture che possiedono non offrono alcun mezzo per migliorare la loro condizione. A voler riassumere le idee più diffuse, il loro credo sarebbe il seguente: c’è un solo Dio, e nessuno all’infuori di lui; qualunque cosa esista è lui stesso in forma mascherata: quella forma non esiste veramente, sebbene noi la percepiamo. Qualunque cosa sia fatta, è fatta da Dio: egli ci fa peccare al fine di punire peccati compiuti in una nascita precedente. Da dove viene il peccato? Lo ha creato Dio – chi altri potrebbe? Mayà (l’illusione) fa peccare gli uomini: non si può dire che Maya sia Dio, non si può neanche dire che non sia un Dio, ma, secondo i Veda, questo male è Dio stesso… Il loro codice morale … Sentimenti del genere quali stimoli al miglioramento possono mai produrre? Anche la salvezza che essi si aspettano, quando è perfetta, è l’assorbimento nella divinità, o, in altre parole, l’annichilamento dell’esistenza personale: e, se non è perfetta, è il godimento animale in uno dei loro presunti cieli, in cima all’Himalaya, e, dopo quello, di nuovo il ritorno a questa vita.”

Deerr, Journal Asiatique

Annunci