apollineo e dionisiaco

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“Le nature come la tua, dotate di sensi forti e delicati, gli ispirati, i sognatori, i poeti, gli amanti sono quasi sempre superiori a noi uomini di pensiero.
La vostra origine è materna.
Voi vivete nella pienezza, a voi è data la forza dell’amore e della esperienza viva.

Noi spirituali, che pur sembriamo spesso guidarvi e dirigervi, non viviamo nella pienezza, viviamo nell’aridità.
A voi appartiene la ricchezza della vita, a voi il succo dei frutti, a voi il giardino dell’amore, il bel paese dell’arte.
La vostra patria è la terra, la nostra è l’idea.
Il vostro pericolo è di affogare nel mondo dei sensi, il nostro è di asfissiare nel vuoto.
Tu sei un artista, io un pensatore.
Tu dormi sul petto della madre, io veglio nel deserto.
A me splende il sole, a te la luna e le stelle, i tuoi sogni sono di fanciulle, i miei di ragazzi…”

Hesse Hermann, “Narciso e Boccadoro”.

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la durezza di cuore ostacola la vera salvezza

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“Una certa dose di stoicismo che fa fronte al destino non è cosa rara, ma nasce perlopiù dalla durezza di cuore: a chi lo possiede in realtà mancano la forza e la sensibilità per un’intensa sofferenza interiore. Questo stoicismo, che sia opera della ragione o dell’insensibilità, può essere una buona corazza contro i dolori della vita e servire a sopportare meglio il presente, tuttavia ostacola la vera salvezza, poiché, appunto, indurisce il cuore. Come può infatti un cuore essere migliorato dalle sofferenze se, serrato da una corteccia di sasso, non le sente nell’intimo?”

Arthur Schopenhauer

dove sono le persone sensibili per davvero?

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“Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi. Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino. Ma l’opinione che avevo di loro non e’ molto migliorata. Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato. Cercavo di capire cosi’ se era veramente una persona comprensiva. Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “E’ un cappello”. E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle. Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte. E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.”

Antoine De Saint-Exupéry