le convinzioni

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“Avere delle opinioni è inevitabile, è normale; avere delle convinzioni lo è di meno.
Ogni volta che incontro qualcuno che ne possiede mi chiedo quale vizio del suo spirito, quale insania gliele abbia fatte acquisire.

Per quanto legittima sia questa domanda, l’abitudine che ho di farmela mi rovina il piacere della conversazione, mi fa sentire la coscienza sporca, mi rende odioso ai miei stessi occhi.

Ha convinzioni solo chi non ha approfondito niente.”

Emil Cioran. L’inconveniente di essere nati.

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l’uomo è infelice perché non sa di essere felice

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“«A quanto pare siete molto felice, Kirillov?»
«Sì, molto felice» rispose l’altro, come se dicesse la cosa più comune del mondo.
«Eppure ancora così recentemente eravate afflitto; eravate arrabbiato con Liputin?»
«Uhm… adesso non rimprovero nessuno. Allora non sapevo ancora di essere felice. Non avete mai visto una foglia, una foglia d’albero?»
«Sì.»
«Non molto tempo fa ne ho visto una gialla, con un po’ di verde, marcita sui lati. Il vento la portava. Quando avevo dieci anni, d’inverno chiudevo apposta gli occhi, mi immaginavo una foglia, verde lucente con le nervature e il sole che brillava. Riaprivo gli occhi e non credevo a nulla, perché quello era molto bello e li chiudevo di nuovo.»
«Cos’è, un’allegoria?»
«N-no!… perché mai? Non è un’allegoria, ma una semplice foglia, solo una foglia. La foglia è bella. Tutto è bello.»
«Tutto.»
«Tutto. L’uomo è infelice perché non sa di essere felice; solo per questo. Tutto, tutto qui! Chi riuscirà a capirlo, diventerà subito felice, immediatamente. Questa suocera morirà, ma la bambina rimarrà: tutto è bene. L’ho scoperto improvvisamente.»
«E se uno muore di fame, se uno oltraggia o disonora la bambina, è bene?»
«Sì, è bene. Chi si romperà la testa a causa di una bambina, è bene; e chi non si romperà la testa, anche questo è bene. Tutto è bene, tutto. Tutto è bene per colui che sa che tutto è bene. Se sapessero di stare bene, starebbero bene, ma finché non sapranno di stare bene, staranno male. Ecco tutta l’idea, tutto, non ce n’è un’altra.»
«E quando avete saputo di essere tanto felice?»
«La settimana scorsa, martedì, no, mercoledì, perché era già mercoledì quella notte.»
«E in quale occasione?»
«Non ricordo, così… camminavo per la stanza… non importa. Fermai l’orologio. Erano le due e trentasette.»”

Fëdor Michailovic Dostoevskij, “I demoni”.

l’impatto della filosofia sulla vita

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“Il filosofo vive così in uno stato intermedio: non è sapiente, ma non è neanche non sapiente. È dunque costantemente diviso fra la vita non filosofica e la vita filosofica, tra la sfera dell’abituale e del quotidiano e la sfera della coscienza e della lucidità. Nella misura stessa in cui è pratica di esercizi spirituali, la vita filosofica strappa dalla vita quotidiana: è una conversione, un cambiamento totale di visione, di stile di vita, di comportamento.”

Pierre Hadot