per l’uomo odierno tutto è relativo

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“Un tipo siffatto passerebbe la sua vita togliendosi soddisfazioni a seconda del desiderio che prevale; talora nell’ebrezza o fra suoni di flauto, tal altra fra digiuni e brindisi d’acqua; talvolta passando il tempo in esercizi ginnici, tal altra nell’ozio più assoluto e qualche volta addirittura avendo l’aria di darsi alla filosofia. Spesso poi si atteggerebbe a uomo politico, e allora lo vedresti saltare su nell’assemblea a dire e fare quel che gli passa per la mente; e quando gli venisse la voglia di emulare i militari, sarebbe tutto dalla loro parte, e lo stesso farebbe a riguardo degli uomini d’affari. E così il suo modo di vivere non ha né un criterio né una legge, ma chiamando la sua bella vita, spensierata e dolce, la consuma tutta in tale maniera. Il discorso veritativo, quello non l’accoglie né lo fa entrare nella sua fortezza; anzi, se qualcuno gli ricordasse che certi piaceri vengono da desideri buoni e leciti, e altri da desideri illeciti, e che i primi vanno coltivati e tenuti in pregio, mentre i secondi vanno repressi e tenuti a freno, egli a ognuna di queste considerazioni risponderebbe con un cenno di diniego, affermando che tutti i desideri sono uguali e degni di uguale considerazione”

Platone, Repubblica