la volontà è manifestazione di tutta la vita

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“Vedete, signori: la ragione è una buona cosa, questo è indubbio, ma la ragione è solo ragione e soddisfa soltanto la facoltà raziocinante dell’uomo, mentre la volontà è manifestazione di tutta la vita, cioè di tutta la vita umana, sia con la ragione che con tutti i pruriti. E benché in questa manifestazione la nostra vita si riduca spesso a una porcheriola, tuttavia è vita, e non soltanto l’estrazione di una radice quadrata. Io infatti, per esempio, del tutto naturalmente voglio vivere per soddisfare tutte le mie facoltà vitali, e non per soddisfare soltanto la mia facoltà raziocinante, cioè forse una ventesima parte di tutte le mie facoltà vitali. Che cosa sa la ragione? La ragione sa solo quel che ha fatto in tempo a conoscere (altro, forse, non saprà mai; anche se non è consolante, perché nasconderlo?), mentre la natura umana agisce tutta intera, con tutto ciò che vi è in essa, in modo cosciente e inconscio, e magari mente, ma vive.”

Fëdor Dostojevski, “Memorie dal sottosuolo”.

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tre estremi della vita umana

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“Vi sono tre estremi della vita umana:
il volere più possente, le grandi passioni (rappresentate dall’arte nell’eros, nel dramma e nell’allegro grandioso; l’arte figurativa ne rende solo momenti particolari).
La noia più grande per mancanza di volere o di oggetti della volontà.
Infine il puro conoscere, nato dal sollevarsi al di sopra di ogni volere, la vita del genio.
La vita dell’individuo tocca di rado questi estremi; perlopiù è solo un approssimarsi oscillando a questo o a quel lato, perlopiù è solo un debole volere oggetti meschini, che si ripete in continuazione; che scansa così l’irrigidimento della noia. Ogni volere scaturisce da una mancanza, da una sofferenza quindi; siccome ogni vita è necessariamente volere, è anche, necessariamente, sofferenza. L’unica eccezione è costituita dal conoscere puro di volontà: è quindi l’unica felicità permanente (che non diviene); inoltre non appartiene alla vita, ma è il puro spettatore della tragedia della vita.”

Arthur Schopenhauer