tre estremi della vita umana

vedere_guardare_osservare-02

“Vi sono tre estremi della vita umana:
il volere più possente, le grandi passioni (rappresentate dall’arte nell’eros, nel dramma e nell’allegro grandioso; l’arte figurativa ne rende solo momenti particolari).
La noia più grande per mancanza di volere o di oggetti della volontà.
Infine il puro conoscere, nato dal sollevarsi al di sopra di ogni volere, la vita del genio.
La vita dell’individuo tocca di rado questi estremi; perlopiù è solo un approssimarsi oscillando a questo o a quel lato, perlopiù è solo un debole volere oggetti meschini, che si ripete in continuazione; che scansa così l’irrigidimento della noia. Ogni volere scaturisce da una mancanza, da una sofferenza quindi; siccome ogni vita è necessariamente volere, è anche, necessariamente, sofferenza. L’unica eccezione è costituita dal conoscere puro di volontà: è quindi l’unica felicità permanente (che non diviene); inoltre non appartiene alla vita, ma è il puro spettatore della tragedia della vita.”

Arthur Schopenhauer